Lo Stato postbellico è fallito. Accettiamolo.

di Andrea Cilento

Referendum-costituzionale

Con i limiti dati da un breve articolo, vorrei condividere un’idea che si è fatta strada in me negli ultimi anni. E che ormai ritengo acquisita. La II Guerra mondiale ha fatto disastri nei 6 anni della sua durata. Indicibili. Ma ne ha fatti per altri 70 anni. Ha prodotto Stati e mentalità che oggi sono il declino dell’Occidente. Le innumerevoli paure postbelliche hanno creato Stati centralisti, ma allo stesso tempo privi di concentrazioni di potere (trauma della dittatura nazi-fascista) quindi caratterizzati dal cosiddetto scaricabarile: nessuno comanda davvero, nessuno ha responsabilità. “La libertà significa responsabilità” diceva Freud, e diceva anche che per questo motivo molte persone non vogliono essere libere. Così gli Stati postbellici: nessun potere vero e legittimo=nessuna responsabilità. Paura della responsabilità. Qualche esempio: Piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, cuore di Roma. Esercito, Vigili urbani, Polizia. E accattoni, ambulanti che disturbano chiunque ogni 3-5 minuti. Provate a chiedere a 1 Vigile perché non sopprimono il fenomeno. Vi diranno che il giorno dopo costoro sarebbero nuovamente là. Che la legge non permette questo e quello. Insomma la responsabilità è sempre di qualcun’altro. Accade lì, sotto i loro occhi. Nulla. Altro esempio: circa 150 femminicidi l’anno che sommati ad altri delitti perpetrati da psicopatici porta a circa 300 le vittime ogni anno. Esiste la legge Stalking (seppure privata dal carcere preventivo a causa del solito trauma di esercitare la forza, seppure legittima e a fin di bene). Credete che questa legge sia applicata? Denunciare o richiedere il cosiddetto Ammonimento del Questore su soggetti che non hanno ucciso ma danno mille segnali di essere dei persecutori violenti, si traduce in nulla. Semplicemente nessuno interviene. L’inerzia dello Stato fa vincere i violenti. Poi se uccidono c’è il pianto greco. La responsabilità? Di nessuno. Polizia e Carabinieri? Per carità. Magistratura? Nemmeno. Ma come, Sara DiPietrantonio uccisa e bruciata da psicopatico ex fidanzato denunciato e in attesa di udienza del giudice? Non è colpa di nessuno. Ma come, lo Stato conosceva l’assassinio, lo aveva a portata di mano?! Niente. Han pagato solo Sara e i suoi cari. Altri fallimenti: strade a pezzi. Furti ovunque e comunque. Regole infinite per chi fa impresa. Banche fallite come in libera economia e invece salvate, risalvate e ri-ri-salvate. Vi siete stufati? La risposta è che questo Stato è fallito nelle sue radici. E non siamo consapevoli di quanti decenni ci vorranno a cambiarlo. 

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